Uno dei principali temi affrontati dalla cultura antica, nel sec. XV, in quel periodo cioè, denominato "Età Umanistica", è il "ritorno all'antico", che fu accompagnato anche da un "ritorno alla natura". Secondo il Filonete, sarebbe stato proprio il genio di Filippo Brunelleschi a far risorgere il "modo antico di edificare" in antitesi alle opere "moderne". Termine col quale si faceva riferimento allo stile "gotico". Alle soglie dell'Età Umanistica, inoltre viene riscoperto ( in quanto, in realtà mai dimenticato ) il testo Vitruviano del "De Architectura", testo che, varie incoerenze, su cui non ci soffermiamo, era l'unico trattato di architettura dell'epoca in cui fossero indicati i vari "generi di colonne" ( il termine << ordine >> e di successiva assunzione ), significati simbolici, informazioni legate alla teoria e alla pratica del costruire ed in particolare il rapporto architettura-natura, le proporzioni tratte dal corpo umano, che dovevano risultare di particolare interesse in un periodo in cui si cercava contrariamente all'epoca immediatamente precedente, un affermazione piena e consapevole dell'uomo della sua abilità e della capacità di dominare, per mezzo della ragione, il mondo circostante, come d'altronde dimostra la stessa piena affermazione della borghesia cittadina; da cui la trasformazione dell'ambiente urbano con la costituzione dei "palazzi di città", simboli ( non troppo sfarzosi per tattica politica ) dell'importanza delle varie famiglie, incluse la residenza dei Papi e degli esponenti del clero.

Villa Madama, per l'appunto, fu costruita nei pressi di Roma, verso il 1515-17 per il Cardinale Giulio de' Medici, futuro Papa Clemente VII. Rimasta incompleta, è di incerta attribuzione: fu iniziata da Raffaello, ma vi lavorarono Antonio da Sangallo il Giovane, Baldassarre Peruzzi, Giulio Romano, ecc.

Essa riflette l'interesse per l'antico proprio di quell'epoca e presenta numerose reminiscenze: si è fatto riferimento al Tempio  della Fortuna Primigenia a Praenesta alla Neroniana Domus Aurea, ed agli antichi edifici termali. Secondo il progetto originario,  infatti i vari elementi della costruzione dovevano essere recintati da un muro di tipo termale. Una reminiscenza è anche la loggia che si apre sul giardino e che Raffaello ed i suoi discepoli ornarono con decorazioni a stucco dipinte, imitanti le volte della Domus Aurea e delle Terme di Tito.

foto prelevata dal sito del ministero degli esteri

(www.esteri.it)

foto prelevata dal sito del ministero degli Esteri

(www.esteri.it)

 La stessa pianta absidata della loggia con il cortile centrale circolare, mancante della metà, si rifanno agli impianti termali, basti ricordare nelle terme di Caracalla il vasto Calidarium circolare sormontato da una cupola in calcestruzzo più alta di quella del Pantheon; o ancora delle Terme di Diocleziano, la sala esterna circolare, convertita in chiesa nel 1598-1600 nota a tutt'oggi come S. Bernardo alle Terme, e di cui sopravvive ancora oggi l'originaria cupola a cassettoni. Infine si potrebbe trovare un'ulteriore affinità anche con il portico circolare o "teatro marittimo" di Villa Adriana a Tivoli; villa che con le sue innovazioni nell'articolazioni dei volumi  e delle pareti diventerà fonte di ispirazione dal '400 in poi per numerosi artisti. Anche la distribuzione degli ambienti con bagni termali, teatro, peschiera, giardini, depositi d'arte, agli ambienti abitativi, contribuiva alla ricostruzione di un ambiente antico ma nello stesso tempo dalla conformazione moderna, evidente nella più variata visione prospettica. Villa Madama divenne poi modello di numerose ville romane, fin'anche di quelle palladiane.

Opera paradigmatica dell'intera produzione palladiana è la "Villa Capra", detta La Rotonda, realizzata nei pressi di Vicenza verso il 1566-70 per Paolo Almenico, monsignore e funzionario della corte pontificia. Questa era più che un'abitazione, una "dimora dell'arte" e nel suo centro vi era quindi il locale dell'arte, l'odeon, la "rotonda". Concepita per mostrare la bellezza della "forma pura" può essere considerata una vera e propria summa delle ricerche e teorizzazioni rinascimentali sul tema della centralità. Lo stesso Palladio scrive che la forma << più perfetta >> è << la Ritonda >>, in quanto unica ad essere <<semplice, uniforme, eguale, forte e capace >>, per cui, egli continua, << faremo i tempij ritondi; a' quali si conviene massimalmente questa figura, perchè essendo essa da un solo termine rinchiusa, nel quale non si può ne principio ne fine trovare, ne l'uno dall'altro distinguere; e havendo le sue parti simili tra loro, e che tutte partecipano alla figura del tutto, e finalmente ritrovandosi in ogni sua parte l'estremo egualmente lontano dal mezzo, è altissima a dimostrare la Unità, la infinita Essenza, e la Giustizia di Dio [....]. >> (da I Quattro Libri, IV, II)

Foto prelevata dal sito del Comune di Vicenza

(www.comune.vicenza.it)

foto di Paolo Bonavoglia (paolo.bona@libero.it)

Nella geometria della pianta ritroviamo quindi tre forme dell'impostazione centrica, il cerchio ( corrispondente all'invaso centrale che si innalza per i due piani e sormontato da una cupola emisferica ); il quadrato ( cui corrispondono due ordini di stanze intorno all'ambiente circolare); la croce ( determinata da quattro pronai esastili preceduti ciascuno da una scalinata ).

Una delle caratteristiche principali della Rotonda è quella di essere stata una delle prime costruzioni moderne non destinate a funzioni sacre, ad avere come prospetto la fronte di un tempio classico. Come lo stesso Palladio scrive, quest'opera d'arte è situata su di un monticello, circondato da altri colli, e può godere quindi di splendida vista sulla campagna circostante anche grazie alla presenza delle quattro logge che permettono la visuale fin dentro il salone centrale; si realizza così una totale fusione e compenetrazione di armonia classica, che fu particolarmente apprezzata nell'Inghilterra del XVIII sec., dai nobili proprietari terrieri, ed in effetti, l'opera di tale artista è stata imitata in così tanti paesi (compresi gli Stati Uniti) e per così tanto tempo  come raramente avviene.

 

Note Bibliografiche: Renato De Fusco "Mille anni di architettura in Europa". Edizioni Laterza. Bari 1993.

David Watkin, "Storia dell'architettura occidentale". Edizioni Zanichelli. 2° Edizione. Bologna 1999.

Informazioni
Villa Madama, via di Villa Madama Roma
Tel. 06/ 67791
Orario: la villa è visitabile con un permesso speciale del ministero degli Esteri.